venerdì 6 maggio 2011

IL MARE INQUINATO DI BAGNOLI SI MANGIA LA SPIAGGIA “RISANATA”,

OVVERO COME BUTTARE SOLDI PUBBLICI

PER FAVORIRE GLI AFFARISTI PRIVATI


Dopo cinque anni di costosi quanto discutibili lavori di bonifica, la spiaggia di Bagnoli è ancora inquinata: le acque marine, nei cui fondali giacciono tonnellate di scorie industriali che nessuno ha provveduto a rimuovere, stanno spazzando via e ricontaminando lo strato di sabbia pulita sparso a coprire quella “sporca”. Un esito che avevamo denunciato fin dal 2006, e che era stato candidamente anticipato dallo stesso ex commissario alle bonfiche, Arcangelo Cesarano. Milioni di euro pubblici sono stati così sprecati solo per salvaguardare le attività commerciali dei lidi privati, senza preoccuparsi di predisporre una vera messa in sicurezza e bonifica delle spiagge. Comune ed Autorità Portuale hanno invece rinnovato le concessioni turistico-balneari al Co.Ma.Ba., nonostante che a Bagnoli sussistano sia il divieto d’accesso alle spiagge che quello alla balneazione, e malgrado da anni le incontrollate attività musicali dei concessionari provochino periodicamente nei fine settimana estivi schiamazzi, traffico e risse notturne. E’ il caso di ricordare che appena l’anno scorso il Tribunale di Napoli ha condannato diversi funzionari pubblici proprio perchè avevano autorizzato l’apertura di queste attività su un litorale notoriamente inquinato come Bagnoli, invece di interdirne l’accesso.
Si riconfermano così le responsabilità politiche ed amministrative che hanno permesso in questi anni di privatizzare de facto le spiagge di Bagnoli per attuare una speculazione commerciale in danno della salute pubblica e degli interessi collettivi. Ad aggravare la situazione, rileviamo che la prima fase del programma di bonifica dei fondali marini, ancorché in fase di partenza, si è già trasformata in un aiuto (pubblico) per la realizzazione del porto turistico (privato) che inquinerà ulteriormente il mare.

Noi crediamo che debba essere mantenuto l’impegno di restituire ai napoletani la grande spiaggia di Bagnoli. Che il litorale da La Pietra a Coroglio debba essere destinato integralmente ad uso balneare pubblico e gratuito. Che l’intervento pubblico debba procedere in maniera razionale, per contrastare le speculazioni ed evitare ulteriori sprechi e ritardi: occorre quindi ritirare le concessioni, mettere in sicurezza le aree inquinate, rimuovere tutti i manufatti ivi insistenti, bonificare il litorale e i fondali marini da ogni agente inquinante, ripascere gli arenili.

Per constatare lo stato di degrado in cui versano gli arenili ed evidenziare documentatamente problemi e responsabilità della loro mancata riqualificazione, l’Assise Cittadina per Bagnoli organizza un sopralluogo pubblico sulla spiaggia di Bagnoli. All’iniziativa saranno presenti tecnici che illustreranno gli aspetti ambientali, urbanistici e giuridici della questione.

All’iniziativa sono stati invitati tutti i candidati a sindaco per il Comune di Napoli. Hanno finora assicurato la loro presenza Luigi de Magistris, Roberto Fico e Pino Marziale.


INVITIAMO TUTTI I CITTADINI INTERESSATI A PARTECIPARE AL

SOPRALLUOGO PUBBLICO SULLA SPIAGGIA DI BAGNOLI

MARTEDÌ 10 MAGGIO 2011 ORE 10
appuntamento a Bagnoli presso il bar San Domingo,
area pedonale di viale Campi Flegrei (adiacenze fermata Cumana)


Assise Cittadina per Bagnoli


assisebagnoli.blogspot.com

sabato 30 aprile 2011

UNITI PER LO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO


Lo sciopero generale del 6 maggio indetto dalla Cgil è un’occasione per rilanciare le lotte: i movimenti che anche nell’area napoletana e campana hanno dato vita a grandi battaglie per il diritto al lavoro, al reddito, alla cultura, all’ambiente e ai servizi pubblici, hanno la possibilità di riunificare le diverse vertenze e avviare una mobilitazione unitaria, permanente, organizzata che vada oltre questa data e restituisca forza al conflitto sociale.
Contro le politiche dei governi che nell’ultimo ventennio hanno permesso ai padroni di smantellare l’apparato produttivo e saccheggiare il territorio, privatizzando le risorse pubbliche e precarizzando il lavoro e i diritti, va riaffermato il ruolo centrale della partecipazione popolare e dell’intervento pubblico nella gestione dei servizi, nella pianificazione del territorio, nella promozione di uno sviluppo sostenibile.

Facciamo pagare la crisi ai profitti, alle rendite e ai grandi patrimoni!

Invitiamo i cittadini a contattarci ed a partecipare:

LUNEDI’ 2 MAGGIO, ORE 16:30
ASSEMBLEA PUBBLICA
indetta dal Comitato per lo Sciopero Generale a Napoli e in Campania
SEDE X MUNICIPALITA’ BAGNOLI - VIA ACATE


VENERDÌ 6 MAGGIO

sciopero generale e manifestazione regionale a Napoli

IL CONCENTRAMENTO PER I METALMECCANICI, I MOVIMENTI
E LE ASSOCIAZIONI È ALLE ORE 9:00 A PIAZZA S. FRANCESCO
(spazio antistante la pretura)


Assise Cittadina per Bagnoli

lunedì 18 aprile 2011

Un passo avanti e due indietro...

In una partecipata assemblea svoltasi il 24 marzo alla Facoltà di Architettura, settori della società civile e dell'opposizione sociale napoletana si confrontarono tra loro e con Luigi de Magistris sui bisogni sociali della città e le prospettive aperte dalla scadenza elettorale.

Dal dibattito emerse la possibilità di attivare un percorso comune, fondato su una radicale rottura con il sistema politico consociativo che ha governato disastrosamente Napoli e la Campania negli ultimi quindici anni. Un percorso non facile né privo di contraddizioni ma che aveva le potenzialità per rompere un quadro politico bloccato; rilanciando l’azione dei movimenti per il diritto al lavoro, all’ambiente, ai servizi sociali, ed aprendo loro nuovi e concreti terreni di lotta.


Oggi prendiamo atto che i presupposti di quell'incontro sono venuti meno, poiché alle parole non sono seguiti i fatti. La decisione di accordarsi con il Partito Democratico per presentare candidati comuni alle presidenze delle Municipalità, nei modi in cui è avvenuta come nella sostanza, va in direzione opposta rispetto a quanto affermato da de Magistris in quell'assemblea ed in altre sedi. E' un segnale di profonda debolezza politica nei confronti degli apparati di potere che ci si candidava a combattere, ma rispetto ai quali non si ha il coraggio di porsi da subito in radicale alterità. E’ un compromesso miope che indebolisce il senso e le possibilità della candidatura, minando ogni ragionevole fiducia sul grado di coerenza ed autonomia dei successivi passaggi politici. E’ soprattutto una scelta che toglie credibilità alla possibile costruzione dal basso di un’azione ed una soggettività politica indipendente dai partiti, che attinga alle energie espresse dai movimenti e dalla società civile per concretizzare anche nelle istituzioni più avanzati livelli di scontro, incentrati sul rivendicare una effettiva partecipazione dei cittadini alla loro gestione.


Per queste ragioni riteniamo impossibile sostenere una candidatura a sindaco che ha snaturato le sue premesse accettando un accordo con quelle forze politiche che sono i principali responsabili del sistema affaristico cittadino.


...ma il problema resta aperto


Al di là delle scadenze elettorali, resta aperta la questione di come articolare percorsi politici di respiro che portino le ragioni dei movimenti di lotta fuori dalla marginalità, ad incontrarsi con i disagi e le aspirazioni dei cittadini per stimolare un reale protagonismo di massa ed incidere concretamente sull'agenda politica di questa città. Occorre ragionare su prospettive alternative concrete che coinvolgano anche quelle numerose e sincere energie suscitate dalla candidatura di de Magistris, le quali rischiano ora di ricadere in una delusa apatia oppure di essere risucchiate nel calderone politico-elettoralistico.


Per discutere insieme di tutto questo, promuoviamo un incontro pubblico aperto ai cittadini, alle associazioni, ai movimenti.


Assemblea pubblica

presso il centro culturale

La Città del Sole

ex asilo Filangieri

vico G. Maffei 18

giovedì 21 aprile 2011

ore 17


i promotori dell'assemblea del 24 marzo

martedì 22 marzo 2011

ASSEMBLEA APERTA PER LA CITTA' DI NAPOLI


ASSEMBLEA APERTA PER LA CITTA' DI NAPOLI

Settori dell'opposizione sociale e della società civile
promuovono un confronto pubblico sui problemi di Napoli
in vista della scadenza elettorale.
E' possibile rompere con il consociativismo affaristico
di centrodestra e centrosinistra,
rimettendo al centro dell'agenda politica
le reali esigenze dei cittadini:
diritto al lavoro e al reddito, partecipazione democratica,
sanità e servizi pubblici, ambiente, solidarietà?

PARTECIPANO:

Luigi De Magistris, parlamentare europeo e candidato Sindaco
Paolo Ferrero, segretario nazionale Rifondazione Comunista

giovedì 24 marzo 2001, ore 17, Facoltà di Architettura,
aula 21, palazzo Gravina, via Monteoliveto 3

info: assisebagnoli@gmail.com

cell. 338 3075209 333 5259036

lunedì 21 marzo 2011

Link alle registrazioni audio del convegno su Grandi Opere e Grandi Eventi

Le registrazioni audio delle due giornate di lavori sono ascoltabili ai seguenti link:

prima giornata: interventi della mattina

prima giornata: interventi del pomeriggio

seconda giornata: assemblea plenaria



Ringraziamo per il supporto tecnico i compagni di RadioLina e RadiodiMassa.

Purtroppo problemi tecnici hanno determinato una qualità non sempre soddisfacente dell'audio, nonchè la mancata registrazione di alcuni degli interventi: durante la prima giornata, la prima parte dell'introduzione; durante la seconda giornata, gli interventi di Vincenzo Miliucci, di Davide dell'Asilo Politico di Salerno, di Enrico dell'Asilo Occupato de l'Aquila e delle conclusioni. Ce ne scusiamo con gli interessati e con gli ascoltatori.

Report conclusivo del convegno su Grandi Opere e Grandi Eventi

La prima giornata è stata dedicata quasi interamente alle relazioni delle situazioni partecipanti, che hanno illustrato con ampiezza come il sistema delle Grandi Opere e dei Grandi Eventi si articola concretamente sui singoli territori. E’ impossibile sintetizzare questa ricca panoramica, per cui rimandiamo all’ascolto della registrazione dei lavori, che metteremo a breve in rete postando i link sulla lista di Abitare nella Crisi; ci scusiamo anticipatamente per i limiti all’ascolto derivanti dalla non sempre sufficiente qualità dell’audio e dal problematico coordinamento con i supporti in Powerpoint (per alcuni interventi), impegnandoci ad organizzare quanto prima una organica pubblicazione online dei materiali. Segnaliamo, tra gli interventi di critica più generale, quelli di Edoardo Salzano e Paolo Berdini, dove viene sottolineata la rottura irrecuperabile del patto sociale, il logoramento dei vecchi strumenti urbanistici, l’avanzare immobiliarista, la necessità di sperimentare nuovi attori e forme di conflitto per riappropriarsi della sovranità del suolo. Tra gli interventi di documentazione sulle situazioni territoriali un ruolo particolare assume il caso del poligono militare di Quirra, in Sardegna, sia per il suo devastante quanto poco osciuto impatto ambientale, sanitario e sociale, sia per l’intreccio tra interessi economici e politico-militari.

I lavori della seconda giornata sono proceduti attraverso una discussione con interventi liberi, allo scopo di sintetizzare le questioni emerse dalle relazioni e formulare proposte per il successivo lavoro politico. L’ampiezza delle questioni affrontate ha reso estremamente problematica l’individuazione di sintesi e proposte operative. La positività dell’iniziativa è stata però riscontrata da tutti i partecipanti, che hanno convenuto nella necessità di proseguire il percorso avviato, individuando a tal fine alcuni  riferimenti concettuali e tappe organizzative.

Gli interventi territoriali analizzati (Grandi Opere, Grandi Eventi, Grandi Progetti) soggiacciono alla medesima esigenza del Capitale di superare la propria crisi strutturale mettendo a profitto settori sempre più ampi della vita sociale e naturale; tra questi rientrano i beni comuni, nei quali è compreso il territorio. Questa logica, anche quando non mira a valorizzare direttamente il territorio che ospita l’intervento bensì a sfruttarlo degradandone i valori di uso e/o di scambio (è il caso di impianti militari, discariche, inceneritori, centrali energetiche, etc.), è finalizzata a realizzare profitti garantiti dalle risorse pubbliche, generando elevati costi sociali e ambientali.

Il caso del ciclo integrato rifiuti in Campania è leggibile con le stesse categorie interpretative delle Grandi Opere, integrate da importanti peculiaretà. L’analisi politica della crisi rifiuti campana ha infatti confermato il significato nazionale di questa vertenza, terreno di sperimentazione per specifiche forme di gestione del territorio (militarizzazione, segretezza sugli impianti, deroghe alla legislazione ordinaria, sospensione dei diritti, introduzione di nuove figure di reato, uso di strutture straordinarie come i commissarati e la protezione civile, etc.), che travalicano il settore rifiuti e sono ormai in corso di applicazione sull’intero contesto nazionale (dal terremoto de l’Aquila al nuovo piano nucleare).Questi processi hanno determinato una frattura irricomponibile delle vecchie forme del patto sociale, rendendo irrilevanti o deleterie soluzioni tese a proporre la riattivazione del ciclo economico nelle forme tradizionali e nuove forme di governance “più equa” tramite operazioni politicistiche di stampo più o meno elettorale.

Ne deriva, sul piano dell’organizzazione delle lotte, l’esigenza di generalizzare le singole vertenze in un quadro di critica netta all’attuale modello di sviluppo, articolando sul piano locale e nazionale percorsi dotati di continuità ed adeguato respiro, improntati ad una netta autonomia dalle istituzioni: quest’ultimo punto, generalmente accettato, è stato sottolineato dal compagno di Cagliari che, rimarcando come l’esproprio decisionale dei territori costituisca il fattore unificante dei singoli casi analizzati e si inserisca nella più generale crisi della democrazia rappresentativa, ha sottolineato che l’autonoma crescita di coscienza di chi lotta rispetto ai possibili “mediatori” del conflitto (magistratura, stampa, sindacati, associazioni ambientaliste, chiesa) costituisce il fattore strategico che determina un salto di qualità alle lotte.

Proprio in rapporto all’organizzazione delle lotte, a partire dall’esperienza campana ma riscontrando una difficoltà comune alle altre situazioni, è emerso che l’esigenza di radicarsi nelle lotte reali e sui territori spinge spesso i movimenti a stagnare negli specifici ambiti vertenziali, senza riuscire a promuoverne l’auspicata generalizzazione; la conclusione, negativa o positiva, di una vertenza difficilmente riesce a sedimentare una struttura organizzativa non marginale e sviluppare ambiti di conflitto nuovi e partecipati. Ciò che le lotte seminano nella coscienza dei partecipanti (in termini di frattura col sistema istituzionale, spirito di ribellione, capacità analitiche ed organizzative),  resta ancora un terreno da esplorare.

In tal senso, diversi interventi hanno posto il problema di analizzare i soggetti sociali presenti nelle lotte e quelli strategici da coinvolgere; una compagna di Roma ha sottolineato l’esigenza di esplorare i caratteri soggettivi dei giovani cresciuti senza il mito del posto fisso, nella prospettiva del precariato vissuto anche come capacità di gestire autonomamente il proprio lavoro; un compagno di Firenze ha espresso problematicamente la necessità di ripensare l’identità di classe, alla luce dei soggetti attivi nelle lotte e delle loro caratterizzazioni identitarie (citando come esempio la presenza attiva della borghesia nei comitati antiTAV, dato il carattere socialmente “trasversale” di buona parte delle lotte su questioni urbanistiche ed ambientali, ed il recupero di simboli come il tricolore o l’inno di Mameli in diverse manifestazioni antidiscarica) come anche dei caratteri generali della società italiana (es. la vasta diffusione della casa in proprietà), sottolineando la necessità di definire un sistema di alleanze in rapporto all’avversario ed il valore che le lotte hanno per creare la coscienza di un diverso modo di produzione sociale.

In relazione allo sciopero generale proclamato dalla Cgil, su cui era stata sollecitata una riflessione da parte dei compagni napoletani, i compagni di Roma ne hanno criticato il carattere socialmente limitato e l’uso antigovernativo ed elettorale a favore del PD, ribadendo l’esigenza di puntare su iniziative autonome, come lo sciopero precario. Su questo si è soffermato il compagno del NoExpo di Milano, suggerendo che lo sciopero della Cgil possa essere usato come tappa per costruire lo sciopero precario; il quale non è “sciopero dei precari” ma sciopero politico calibrato su una metropoli caratterizzata dalla produzione di fattori immateriali (flussi di denaro e merci, coscienza, rapporti sociali), laddove il blocco dei flussi di merci è meno recuperabile, da parte dell’organizzazione aziendale, rispetto alla produzione delle stesse. Più in generale c’è l’esigenza di progettare nuove forme di lotta a cui la gente partecipi, stante i limiti delle consuete pratiche dei comitati (cortei, azioni legali, etc.): seguendo l’esempio della contestazione all’ampliamento dell’aereoporto inglese di Heathrow, a Milano verrà organizzato questa estate un Biocampo sui terreni interessati dai progetti dell’Expo 2015.

Anche se in sede di convegno si è solo accennato a queso tema, è opinione dei compagni di Napoli che le riflessioni sul precariato e i caratteri sociali dei soggetti sociali potenzialmente antagonisti debbano essere approfondite e verificate in rapporto alle specificità dei territori meridionali (esigenza della cui promozione si fanno ovviamente carico).

In conclusione, appare convincente la proposta, avanzata dai compagni di Abitare nella Crisi, di costruire un percorso di iniziative impostate su un duplice asse di lavoro, che interreli due dimensioni strategiche del contrasto alla precarietà (recupero della sovranità del suolo e rivendicazione di reddito per tutti), capace di mettere in relazione le lotte per l’ambiente, la casa, il lavoro, il reddito, i diritti. I passaggi concreti di questo percorso saranno oggetto di confronto nella prossima riunione di Abitare nella Crisi; in questa sede si verificherà anche la proposta di partecipare alla manifestazione nazionale di Roma del 26 febbraio sull’acqua pubblica, costituendo uno spezzone comune dietro uno striscione che richiami l’unità delle lotte per l’acqua con quelle per la casa, l’ambiente, i beni comuni, etc.

E’ stata inoltre avanzata dai compagni napoletani la proposta di organizzare un’iniziativa nazionale centrata sulle questioni ambientali (gestione rifiuti, bonifiche, impianti energetici), anch’essa da verificare nei prossimi appuntamenti nazionali.

La proposta di sciopero precario sarà più ampliamente discussa nella prevista riunione di aprile degli Stati generali della Precarietà, a Roma.

 

 

Napoli, 18 marzo 2011          

Assise Cittadina per Bagnoli_Rete Campana Salute e Ambiente  

sabato 12 febbraio 2011

Grandi opere, Grandi eventi, Grandi Affari. Convegno nazionale.Napoli, 26-27 febbraio 2011

L'aggressione speculativa al territorio e la resistenza dei movimenti popolari_due giorni di dibattito, con contributi di comunità in lotta e tecnici, per costruire un movimento nazionale per la casa, i servizi urbani, l'ambiente, i beni comuni

La Rete Campana Salute e Ambiente, insieme ad ad altre realtà locali e nazionali di lotta (Abitare nella Crisi, comitato NoExpo 2015 di Milano, comitato NoMose di Venezia, comitato NoTunnel TAV di Firenze, Epicentro Solidale de l'Aquila, Rete No Ponte, Rete Difesa del Territorio Franco Nisticò Calabria, Medicina democratica, ...), promuove e organizza un workshop nazionale sul sistema delle Grandi Opere e dei Grandi Eventi.
L’intento dell’iniziativa è quello di svolgere una valutazione critica di queste forme d’intervento territoriale, mettendo a confronto saperi tecnici e militanti, al fine di individuare forme di coordinamento ed obiettivi comuni tra i movimenti di lotta attivi sulle questioni territoriali e i beni comuni.



PROGRAMMA
Sabato 26
Ore 10:30-14: relazione introduttiva e contributi di tecnici e comitati sulle questioni ed i casi studio
Ore 14-16: pausa pranzo
Ore 16-19:30: ripresa delle relazioni e degli interventi programmati
Ore 19.30-20:00: sintesi provvisoria dei lavori
Domenica 27
Dalle ore 10:30: discussione aperta e sintesi dei lavori

Sono previste relazioni dalle seguenti situazioni territoriali: Milano (NoExpo2015); Venezia (NoMose); Firenze (No tunnel TAV); L’Aquila; Roma; Lazio (No inceneritore Albano); Napoli (NoForum2013) e Campania (gestione rifiuti e devastazione ambientale); Calabria (No Ponte).
Interverranno gli urbanisti Edoardo Salzano (in teleconferenza) e Paolo Berdini; contributi di Vincenzo Milucci (infrastrutture energetiche e questione nucleare), Massimo Brancato (accordo Marchionne e deindustrializzazione del territorio), Peppe Banchi e Antonio Valazzina (inceneritori e danni alla salute)
I lavori si svolgeranno a Napoli, presso il centro sociale occupato Banchi Nuovi, in via del Grande Archivio 17.
Preghiamo i compagni e le situazioni di lotta interessate a partecipare di contattarci; per quanto in nostra possibilità, cercheremo di fornire un supporto logistico per pernottamento e pranzo.


info e adesioni: assisebagnoli@gmail.com, cell. 340 2716771