domenica 6 gennaio 2008

---------- MANIFESTAZIONE-FIACCOLATA ----------Mercoledì 9 ore 17.30 Piazza del Gesù

NO ALLE MEGADISCARICHE
NE’ A PIANURA, NE’ ALTROVE


• VOGLIONO RIAPRIRE UNA DISCARICA CHE HA INGHIOTTITO PER 40 ANNI I RIFIUTI DELLA CAMPANIA, RIMANGIANDOSI LE PROMESSE DI RISANAMENTO!
• VOGLIONO PIANTARLA IN MEZZO AL PARCO DEI CAMPI FLEGREI, A DUE PASSI DALL’OASI WWF DEGLI ASTRONI, COMPROMETTENDO LA SALUTE DEGLI ABITANTI E DANNEGGIANDO LA NASCENTE ECONOMIA AGRITURISTICA DELL’AREA!
• FACENDOSI SCUDO DELL’EMERGENZA, VOGLIONO GUADAGNARE DUE ANNI DI TEMPO PER TERMINARE L’INCENERITORE DI ACERRA, UN MOSTRO CHE AVVELENERA’ LA PROVINCIA DI NAPOLI CON FUMI NOCIVI E SCORIE TOSSICHE!


E’ ORA DI DIRE BASTA!


NESSUN COMPROMESSO, NESSUNA COMPENSAZIONE ECONOMICA!
LA NOSTRA SALUTE E IL NOSTRO AMBIENTE NON SONO IN VENDITA!

IL SITO ALTERNATIVO E’ LA RACCOLTA DIFFERENZIATA!


PER USCIRE DALL’EMERGENZA OCCORRE AVVIARE SUBITO UN PROGRAMMA STRAORDINARIO PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA, IL RICICLO DEI MATERIALI, LA RIDUZIONE DEGLI IMBALLAGGI
IL COMMISSARIATO STRAORDINARIO ED I POLITICI RESPONSABILI DI QUESTI 15 ANNI DI DISASTRO AMBIENTALE DEVONO ANDARSENE A CASA
SOLIDARIETA’ A TUTTI I CITTADINI CHE LOTTANO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE E LA DIFESA DELLA PROPRIA TERRA


MANIFESTAZIONE - FIACCOLATA

MERCOLEDÌ 9 GENNAIO 2008 ORE 17:30
PIAZZA DEL GESÙ

CITTADINI DI POZZUOLI, QUARTO E PIANURA
CONTRO LA DISCARICA DI CONTRADA PISANI
CITTADINI CAMPANI CONTRO IL DISASTRO AMBIENTALE

Anche noi diciamo No alla discarica a Pianura

Il sottoscritto Comitato di Cittadini di Pozzuoli della Località San Martino, località che ospita oltre un migliaio di residenti e che si trova al confine con il quartiere di Pianura del Comune di Napoli, con la presente intende comunicare alle Autorità Loro le proprie preoccupazioni circa le notizie giornalistiche che giungono, con sempre maggiore insistenza, riguardo all'apertura nel quartiere di Pianura di una discarica per rifiuti urbani. Comprendiamo lo stato di emergenza, dovuto allo spettacolo desolante del fallimento costante di qualunque tentativo di risolvere alla radice il problema dello smaltimento dei rifiuti in Campania. Ma la decisione di riaprire la discarica di Pianura è davvero incomprensibile. Neppure la disperazione può spingere a non tenere in conto di quanto quelle zone siano cambiate da quando via Montagn a Spaccata era sinonimo di sversatoio. Già, perché si tratterebbe proprio della riapertura di un sito già utilizzato in maniera selvaggia e fino all'estremo per quarant'anni, al punto che ancora oggi, d'estate, non di rado occorre l'intervento dei Vigili del Fuoco per spegnere i focolai spontanei prodotti dalle esalazioni di gas dei rifiuti ammassati nel corso degli anni. Oggi, a pochi metri da dove si intende riaprire la discarica, ci sono tre campi di equitazione, vigne, frutteti, insediamenti residenziali, scuole, una piscina aperta al pubblico per tutta la stagione estiva, il centro commerciale Le Campane, insediamenti produttivi, che danno lavoro a centinaia di famiglie, campi archeologici. A questo riguardo, si sottolinea la campagna di scavi in corso nella zona di San Vito e la tanto sbandierata costituzione di un parco archeologico nella zona di Via Vecchia delle Vigne, sotto l'egida della Regione Campania e con finanziamenti dell'Unione Europea. Ci si troverebbe dinanzi all'assurdo di avere, l'una accanto all'altro, la discarica ed il parco archeologico; ma questo in futuro. Nell'immediato, si avrebbe l'altro assurdo di avere, l'una accanto all'altra, la discarica e l'oasi ecologica del WWF del bosco degli Astroni.Aprire, o meglio, come già detto, riaprire una discarica, anche temporaneamente, significa, tra l'altro, programmare un transito continuo di mezzi pesanti su un'unica via, per altro priva di pubblica illuminazione, con i conseguenti problemi di traffico, di ulteriore inquinamento da rumore e da gas di scarico, di deterioramento del fondo stradale. Per di più, per unanime ricordo di tutti, quella stessa strada è stata per anni ricoperta da uno strato di limo sdrucciolevole, dovuto alle percolature dai camion di trasporto dei rifiuti, che ha causato decine di incidenti ad automobilisti e motociclisti. Ancora, l'esperienza vissuta, passata solo da poco tempo e che, come un incubo, sembra si debba nuovamente vivere, porta a ricordare che l'aria intorno alla discarica, per centinaia di metri, era irrespirabile, con una sorta di nebbiolina fetida, nella quale svolazzavano decine di gabbiani; splendidi animali in mare, meno se riempiono dei loro escrementi i panni stesi al sole. Non ultime tra le preoccupazioni, il rilievo epidemiologico di una più alta incidenza di neoplasie dell'età giovanile nell'area di Pianura rispetto a quella del Vomero; il degrado ambientale, dal quale con fatica si sta cercando si uscire e nel quale si vuole far ripiombare la zona, risulta del tutto estraneo? Si immaginava che le istituzioni proseguissero il loro impegno per la sempre maggiore valorizzazione di un'area a spiccata vocazione turistica per la sua felice posizione geografica tra mare e collina, per le sue bellezze naturali e per il suo patrimonio storico ed archeologico, riqualificandola con un'attività di definitiva bonifica del territorio. Quanto sta accadendo sembra andare nella direzione diametralmente opposta, che porterebbe ad una distruzione di quanto fin qui progettato e realizzato e persino degli investimenti economici e di vita che moltissimi cittadini hanno fatto su queste aree. Riaprire la discarica di Pianura non sarebbe meno grave di aprirne una al Parco Virgiliano a Posillipo solo perché c'è dello spazio. D'altra parte la zona è ben nota come zona sismica; si ricordi che il fenomeno del bradisismo flegreo ha interessato in un passato recentissimo un'area che va da Cuma a Fuorigrotta, passando per Pozzuoli al punto da spingere all'esodo di massa verso Monteruscello. Sarebbe logico attendersi piuttosto la creazione di un parco analogo a quello del Vesuvio, per altro ben meno ricco di testimonianze archeologiche. Scaricare immondizia a Pianura ha rappresentato per il passato l'equivalente di scaricarla nell'area di Pompei o Ercolano prima degli scavi o, oggi, nel cratere del Vesuvio solo per ché c'è spazio e c'è l'emergenza. Aprire, o meglio, come già detto, riaprire una discarica, anche temporaneamente, significa, tra l'altro, programmare un transito continuo di mezzi pesanti su un'unica via, per altro priva di pubblica illuminazione, con i conseguenti problemi di traffico, di ulteriore inquinamento da rumore e da gas di scarico, di deterioramento del fondo stradale. Per di più, per unanime ricordo di tutti, quella stessa strada è stata per anni ricoperta da uno strato di limo sdrucciolevole, dovuto alle percolature dai camion di trasporto dei rifiuti, che ha causato decine di incidenti ad automobilisti e motociclisti. Ancora, l'esperienza vissuta, passata solo da poco tempo e che, come un incubo, sembra si debba nuovamente vivere, porta a ricordare che l'aria intorno alla discarica, per centinaia di metri, era irrespirabile, con una sorta di nebbiolina fetida, nella quale svolazzavano decine di gabbiani; splendidi animali in mare, meno se riempiono dei loro escrementi i panni stesi al sole. Non ultime tra le preoccupazioni, il rilievo epidemiologico di una più alta incidenza di neoplasie dell'età giovanile nell'area di Pianura rispetto a quella del Vomero; il degrado ambientale, dal quale con fatica si sta cercando si uscire e nel quale si vuole far ripiombare la zona, risulta del tutto estraneo? Si immaginava che le istituzioni proseguissero il loro impegno per la sempre maggiore valorizzazione di un'area a spiccata vocazione turistica per la sua felice posizione geografica tra mare e collina, per le sue bellezze naturali e per il suo patrimonio storico ed archeologico, riqualificandola con un'attività di definitiva bonifica del territorio. Quanto sta accadendo sembra andare nella direzione diametralmente opposta, che porterebbe ad una distruzione di quanto fin qui progettato e realizzato e persino degli investimenti economici e di vita che moltissimi cittadini hanno fatto su queste aree. Riaprire la discarica di Pianura non sarebbe meno grave di aprirne una al Parco Virgiliano a Posillipo solo perché c'è dello spazio. D'altra parte la zona è ben nota come zona sismica; si ricordi che il fenomeno del bradisismo flegreo ha interessato in un passato recentissimo un'area che va da Cuma a Fuorigrotta, passando per Pozzuoli al punto da spingere all'esodo di massa verso Monteruscello. Sarebbe logico attendersi piuttosto la creazione di un parco analogo a quello del Vesuvio, per altro ben meno ricco di testimonianze archeologiche. Scaricare immondizia a Pianura ha rappresentato per il passato l'equivalente di scaricarla nell'area di Pompei o Ercolano prima degli scavi o, oggi, nel cratere del Vesuvio solo per ché c'è spazio e c'è l'emergenza.Da tutto questo nasce la ferma opposizione del sottoscritto Comitato, che si salda con la medesima opposizione che i cittadini napoletani residenti nel quartiere di Pianura stanno mettendo in atto, come i cittadini del Comune di Quarto della zona dei Pisani. Non tenere conto di questa opposizione non dettata, come ben si vede, da egoismo di quartiere bensì dalla coerenza con le progettualità di sviluppo fino ad ora perseguite dagli abitanti di dette zone, vorrebbe dire assumere un atteggiamento antidemocratico e miope che porterebbe solo ad inutili contrapposizioni frontali.
Comitato di Cittadini di Pozzuoli della Località San Martino